Giochi e Sport

Negli anni Settanta dell’Ottocento, a Canneto sull'Oglio (Mantova), ebbe inizio la produzione industriale di bambole con teste di cera e corpi in stoffa imbottita di segatura. Questa iniziativa segnò l'avvio di un settore che si sarebbe ampliato nel tempo, con numerose fabbriche emergenti in varie regioni italiane. Un momento cruciale si verificò nel 1919 con la fondazione della Lenci a Torino da parte di Enrico Scavini ed Elena König. L'azienda introdusse bambole innovative realizzate in panno imbottito e pressato, caratterizzate da espressioni raffinate e costumi ricchi di dettagli, guadagnando rapidamente fama sia in Italia che all’estero. Parallelamente, nel 1919 nacque a Padova l'Industria Nazionale Giocattoli Automatici Padova (INGAP), specializzata nella produzione di giocattoli in latta leggera litografata. I loro prodotti si distinsero per la qualità espressiva e la decorazione accurata, contribuendo alla crescita del settore.

Negli anni '20 la ditta Cardini di Omegna collaborò con l’illustratore Attilio Mussino per creare confezioni di giocattoli che, una volta aperte, si trasformavano in elementi del gioco stesso, come casette o stazioni, combinando estetica e funzionalità in modo innovativo. Durante la Seconda Guerra Mondiale la produzione subì un rallentamento, ma nel dopoguerra l’industria dei giocattoli riprese vigore. A Bologna, la Marchesini Giocattoli produsse una varietà di giocattoli in latta e ferro, tra cui automobiline ed elettrodomestici in miniatura, apprezzati per la loro qualità e accuratezza nel replicare i dettagli.

Negli anni '50 l'introduzione di nuove tecnologie portò alla produzione di bambole in materiali plastici come il polistirolo, il polietilene e il vinile. Queste innovazioni permisero all'industria italiana di affermarsi a livello internazionale, con prodotti esportati in tutto il mondo.

Fino alla fine dell’Ottocento gli attrezzi sportivi erano per lo più di natura artigianale e spesso erano importati, destinati a società ginniche e club borghesi. Con l’inizio del Novecento e la diffusione delle attività sportive, emerse una domanda più ampia e diversificata. Tra i produttori di calzature sportive si distinsero Superga (fondata a Torino nel 1911), specializzata in scarpe da ginnastica, e successivamente Diadora (1948), che si affermò nel dopoguerra. I palloni, inizialmente di cuoio, erano cuciti a mano in piccoli laboratori artigianali locali. Solo negli anni ’30 alcune aziende come Molinari (Milano) e piccoli produttori del Nord iniziarono una produzione semi-industriale. Per i pesi ginnici e altri attrezzi da palestra, operarono officine meccaniche come la Pavesi & Viscardi (Milano), attive anche nella fornitura per istituti scolastici e militari.

 

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